martedì 20 dicembre 2011

Ancora dubbi sull'uscita dalla UE?

L'ULTIMO GOLPE DEGLI OLIGARCHI EUROPEI

Abbiamo sostenuto che Le decisioni del vertice europeo del 9 dicembre sono state un sostanziale fiasco in quanto il vertice non è riuscito ad adottare le quattro fondamentali misure attese dai "mercati finanziari".
Per la precisione:
  1. permettere alla Bce di stampare denaro in deroga ai Tratti di Maastricht e Lisbona
  2. consentire alla Bce, anche in questo caso in deroga ai Tratti, di comprare ad libitum titoli di debito degli Stati al limite dell'insolvenza
  3. consolidare il Fondo salva-banche-salva-stati ben oltre i 500-600 miliardi
  4. emettere finalmente i benedetti eurobond».
Tuttavia il vertice del 9 dicembre una decisione l'ha presa: quella di anticipare di un anno, esattamente al luglio 2012, l'entrata in vigore del Meccanismo Europeo di Stabilità (in inglese European Stability Mechanism, Esm).

Ma cos'è l'Esm? Un fondo per soccorre gli Stati in difficoltà finanziarie o in procinto di andare in default.
Detta così sembra un'opera benemerita.
In verità essa nasconde l'ennesimo attentato alla sovranità degli Stati e viola palesemente i più elementari principi democratici. 

La cosa grave sono appunto le implicazioni giuridiche, istituzionali e politiche di questo che è, a tutti gli effetti, un Trattato supplementare rispetto a quelli di Maastricht (1993) di Amsterdam (1999), di Nizza (2003) e di Lisbona (2009).
Il Comitato direttivo dell'Esm (board) sarà plenipotenziario, le sue decisioni insindacabili e i Parlamenti nazionali non avranno alcuna possibilità di sindacare sulle decisioni del Comitato direttivo, immediatamente esecutive, fino al pignoramento e alla confisca dei beni dei singoli paesi in caso di violazione delle clausole.
Il tutto, beninteso a vantaggio delle banche, poiché sono loro che detengono la gran parte del debito pubblico degli stati.

Vogliamo solo ricordare che il governo Berlusconi lo sottoscrisse, col pieno sostegno del centro-sinistra (sia in sede romana che di Strasburgo) e che l'attuale governo Monti l'ha appunto sacramentato il 9 dicembre scorso.

Tecnicamente l'Esm sostituirà i fondi European Financial Stability Facility (Esfs) e European Financial Stabilisation Mechanism (Efsm) attualmente ancora in vigore, nati per salvare Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria del 2008-2009.
L'Esm nacque il 23 marzo 2011 con voto del Parlamento europeo che quindi modificò il Trattato di Lisbona.
La decisione del Parlamento di Strasburgo venne ratificata dal Consiglio Europeo di Bruxelles l'11 luglio 2011. 

L'Esm avrà una "potenza di fuoco" di 500 miliardi di euro.
A questi 550 Mld si aggiungeranno risorse supplementari attinte al fondo temporaneo europeo, per un totale di 700 miliardi circa.

Chi abbia pazienza si vada a leggere il Trattato istitutivo dell'Esm.
Curioso che sia in inglese, una lingua neanche parlata nell'eurozona, ma la lingua dei "mercati finanziari", in ossequio ai quali il Trattato Esm è stato architettato.
Chi non abbia questa pazienza e non conosca l'inglese si guardi questo filmato...


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