lunedì 5 dicembre 2011

Esportazioni verso Marte

Le statistiche ufficiali probabilmente esagerano gli squilibri delle partite correnti.

Gli economisti sollecitano di continuo i governi perché adottino politiche utili a ridurre gli squilibri commerciali globali, ossia, in parole povere, che la Cina dovrebbe ridurre il suo attivo nella bilancia commerciale e gli Stati Uniti il suo deficit.
Eppure sembrano ignorare uno squilibrio commerciale ben maggiore: quello che il pianeta Terra sembra avere con gli extraterrestri.
In teoria le bilance delle partite correnti delle varie nazioni dovrebbero dare somma zero, perché le esportazioni di un paese corrispondono alle importazioni di un altro.
Ma se si sommano le transazioni delle bilance commerciali dichiarate da tutti i paesi (esportazioni meno importazioni di merci e servizi, redditi da investimenti netti, rimesse degli emigranti e altri trasferimenti), nel 2010 il mondo ha esportato 331 miliardi di dollari in più di quanto abbia importato, stando al World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale.

Il FMI prevede inoltre che tale surplus raggiungerà quasi 700 miliardi di dollari nel 2014.

Che gli alieni stiano comprando borse Louis Vitton? O forse i piccoli omini verdi si stanno accaparrando i migliori lettini ai bordi delle piscine degli hotel?
Una spiegazione più realistica è che questo surplus globale rifletta errori statistici, che i deficit delle bilance commerciali di paesi come gli Stati Uniti vengono sottovalutati oppure che gli attivi di nazioni come la Cina vengano esagerati, e di un aumentare sempre maggiore.


Il mistero è poi aggravato dal fatto che il mondo ha avuto un passivo delle partite correnti per quasi tre decenni, fino al 2005. Nel 2001 il deficit è stato dello 0,5% del PIL mondiale, ma l’anno successivo le previsioni del FMI prevedevano che l’attivo avrebbe raggiunto il valore record dello 0,8% del PIL (vedi parte sinistra del grafico).
Questa inversione di tendenza eccede il surplus della bilancia commerciale cinese dello stesso periodo.

Infatti gli attivi globali sono adesso superiori a quello cinese.

Un buco nero statistico di queste dimensioni suscita dubbi sulla previsione del FMI secondo cui gli squilibri esterni globali aumenteranno nei prossimi anni.
Secondo questa previsione, l’attivo della bilancia commerciale cinese dovrebbe raddoppiare il suo valore in dollari tra il 2010 e il 2014.
Alla previsione di un aumento di questo surplus, dovrebbe corrispondere un aumento del deficit altrove. Tuttavia il FMI prevede che anche il resto del mondo aumenterà il suo attivo (questo soprattutto per una grossa diminuzione del deficit degli Stati Uniti).

Cosa sta succedendo?

Studi passati da parte del FMI avevano concluso che il deficit globale degli anni ‘80 e degli anni ‘90 era dovuto in buona misura a una dichiarazione inferiore ai valori reali delle entrate derivanti da investimenti esteri da parte dei paesi ricchi e da una registrazione delle ricevute di merci per cifre minori di quelle reali (vendite a nero, ndt).

Ma nell’ultimo decennio questo “deficit” sulle entrate da investimenti è diminuito, in parte perché i governi hanno dato un giro di vite contro l’evasione fiscale e in parte perché i tassi di interesse sono diminuiti.
In uno studio del FMI di Marco Terrones e Thomas Helbling, si arrivava alla conclusione che la causa principale del passaggio dallo stato di deficit globale a quello di surplus globale era dovuto a una errata misurazione dei servizi.
Il commercio internazionale di servizi legali e finanziari - assicurazioni e consulenze - è difficile da valutare e gli esportatori di tali servizi sono più facili da individuare degli importatori.

Ad esempio, gli studi legali coinvolti in affari internazionali sono di solito grandi strutture, mentre la maggior parte dei clienti spende per i loro servizi somme relativamente piccole (anche se ai clienti potrebbe non sembrare così).
Di conseguenza, è più probabile che siano gli esportatori (ma non gli importatori) di servizi a superare la soglia del volume di affari oltre la quale si viene inclusi nei sondaggi fatti per seguire le variazioni nel commercio di servizi.

Ma, successivamente a questo studio, gli errori nella valutazione degli scambi delle merci sono aumentati notevolmente e sono ora allo stesso livello di quelli che riguardano i servizi (vedi parte destra del grafico).

Ritardi nei trasporti possono causare un’eccedenza delle esportazioni sulle importazioni globali quando il commercio è in rapida crescita, perché le merci in transito a dicembre sono, per esempio, calcolate come export dalla Cina, ma vengono calcolate come import dall’America solo a gennaio.
Questo non basta però a spiegare le dimensioni dell’aumento delle discrepanze statistiche, perché la crescita del commercio è rallentata dal 2007.

Un’altra possibile spiegazione postula che l’innalzamento di questa forbice coincida grossomodo sia con l’esplosione dei business integrati verticalmente - in cui le ditte localizzano diversi stadi della produzione in diversi paesi -, che con l’aumento del commercio cinese.
Una porzione in aumento del commercio è costituita da parti, prodotti semilavorati e prodotti finiti che si muovono oltre i confini nazionali, ma solo tra case madri e consociate straniere.
Nel 2009 gli scambi intra-aziendali hanno rappresentato la metà delle importazioni americane.
I prezzi di trasferimento usati dalle multinazioni per spostare i profitti in tutto il pianeta potrebbero distorcere i dati degli scambi.
Gran parte delle anomalie nelle esportazioni e nelle importazioni potrebbero sparire, ma non tutte.

Piu scienza e meno fantasia.

La sovrafatturazione delle importazioni e la sottofatturazione delle esportazioni fatto dalle multinazionali americane nel tentativo di ridurre le tassazioni potrebbe significare che il deficit commerciale è in realtà minore di quello ufficiale.
Questo porterebbe a un aumento, e non a una riduzione, della discrepanza a livello globale.
Ma la sovrafatturazione o la sottofatturazione delle transazioni commerciali “intra firm” vengono anche usate dalle multinazionali per sfuggire ai controlli sui capitali.
Un decennio fa le compagnie delle economie emergenti spesso dichiaravano le esportazioni per un valore inferiore a quello reale e le le importazioni per un valore maggiore, in modo da poter spostare capitali fuori da paesi come la Cina.
Negli ultimi anni, però, il boom economico della Cina e l'attesa rivalutazione dello yuan hanno fatto sì che gli esportatori non sono più incentivati a sovrafatturare le esportazioni per portare capitali fuori dal paese.
In tal caso, l'attivo commerciale di Cina e altre economie emergenti, così come risulta dalle cifre ufficiali, potrebbe essere superiore a quello reale.

Per capire se gli squilibri commerciali a livello globale stanno aumentando o meno, occorre capire dove sono gli errori.
Le statistiche sul commercio stilate dai paesi ricchi tendono ad essere più affidabili di quelle delle economie emergenti, dove il sistema di raccolta dei dati è meno sviluppato.
Se la maggior parte degli errori vengono fatti dalle economie emergenti il totale dell'attivo nelle partite correnti di tali economie potrebbe essere minore di quello ufficiale.
Zhiwei Zhang, un'economista di Nomura, stima che che gli errori causati da profitti non dichiarati da parte di compagnie straniere e i flussi di capitale fatti passare per flussi commerciali potrebbero aver gonfiato l'attuale attivo commerciale cinese di 3-4 punti percentuali (il surplus dello scorso anno è stato del 5% del PIL).

La buona notizia è che il problema dello squilibrio globale potrebbe essere molto meno urgente di quanto molti pensano.
La cattiva notizia è che i sistemi usati per misurare le bilance dei pagamanti sono chiaramente meno affidabili in un mondo in cui sono in aumento gli scambi intra-aziendali e sempre più complesse le catene di rifornimento.
Questo è importante perché le statistiche inaffidabili causano errori politici. I governi dovrebbero fare un po' di pulizia su queste cifre.



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