lunedì 18 marzo 2013

Italia, Cipro e Russia


I ministri delle Finanze dell'Eurozona in cambio di un piano di aiuti per circa 10 miliardi di euro al governo di Nicosia hanno deciso un pesante prelievo sui depositi bancari pari al 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori.

I ciprioti in fila agli sportelli per prelevare contanti ai bancomat!

Quanto è diversa la nostra situazione e quella di altri paesi europei in difficoltà? E' stato scelto un paese piccolo per dare un segnale forte agli altri paesi?

Alla base della decisione pare che "La situazione di Cipro è unica" in ragione del suo "settore bancario ipertrofico".

Domani però sarà la situazione dell'Italia ad essere unica, a causa ad es. della mancanza di governabilità (le scuse, come sappiamo, potrebbero essere infinite).

Immaginare che i pochi risparmi rimasti agli italiani vengano sottratti, per decisione dei "non-eletti-da-nessuno" della troika (Ue, Bce e Fmi), per finanziare ancora una volta il mercato neo-liberista, con tanto di prostrazione della classe politica asservita che ha governato gli ultimi 33 anni questo paese, è una prospettiva che occorre impedire in tutti i modi, non tanto per le cifre in gioco, ma per le modalità con cui si potrebbe attivare e verso chi è indirizzata.

Consideriamo inoltre, anche l'aspetto tecnico: il Governo cipriota ha bloccato i trasferimenti di denaro via internet a tutte le banche e, di conseguenza, ai loro correntisti!

Pare che la decisione presa per Cipro consenta di evitare "tagli ai salari ed alle pensioni".

E io sostengo anche su questo se ne può parlare. Primo perchè se taglio i salari e le pensioni genero minori entrate per lo stato in virtù della tassazione su un minor imponibile.
Se prelievo dai conti correnti riduco la capacità di spesa e d'investimento deprimendo cosi l'economia.
Le scelte, come si può capire, non sono casuali.

Ma Cipro è anche uno dei "paradisi fiscali" preferiti dai magnati russi che ora temono di perdere i loro soldi.
Per questo il ministro delle finanze cipriota, Michalis Sarris, è atteso a Mosca il 20 marzo, secondo quanto riportano fonti del ministero delle Finanze russo.
Sarris discuterà la possibile ristrutturazione del prestito di 2,5 miliardi di euro concesso da Mosca nel 2011, alla luce degli aiuti negoziati dall'isola mediterranea con la troika.
Dei negoziati tra Nicosia e la troika, le maggiori 'vittime' risultano infatti proprio i correntisti russi.
Secondo gli esperti, si tratta di almeno 20 miliardi di dollari, cui si aggiungono i circa 12 miliardi di dollari delle banche russe.
A quanto rivelato oggi da una fonte governativa russa all'agenzia Reuters, Mosca non ha ancora preso una decisione circa l'estensione del credito, che la Ue vorrebbe prolungare di cinque anni fino al 2017, né sul possibile alleggerimento delle sue condizioni.

E subito c'è il risvolto in Italia: Commerzbank già suggerisce un "una tantum" del 15% sugli asset finanziari italiani.
Ovviamente va a colpire i piccoli e medi risparmiatori; i grandi capitali sono ormai ben custoditi all'estero da tempo.
La situazione è prossima alla degenerazione.

Se la barca affonda servirebbe avere un piano con delle alternative condivise per evitare che a pagare siano i soliti o le nuove generazioni (come nel caso di Cipro).

Un bel banco di prova non c'è che dire.

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