giovedì 8 agosto 2013

Nigel Farage: La sovranità dei popoli europei

Nigel Paul Farage è un politico britannico, leader dell'UKIP. Deputato europeo, è co-presidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia dal 1º luglio 2009. Le battaglie di Nigel Farage in Parlamento Europeo sono in difesa delle sovranità nazionali. Il 16 novembre 2011 ha denunciato, al parlamento europeo ciò che ritiene essere il ribaltamento dei governi italiano e greco, per instaurare dei "Puppet Government", cioè governi fantoccio, accusando, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy di non essere mai stato eletto per rappresentare 500 milioni di persone, affermando anche che il suo carisma è "Pari a a quello di uno straccio bagnato!". Il blog l'ha intervistato sui temi dell'euro, della leggitimità delle istituzione europee, del futuro dell'Europa e della sovranità dei popoli europei.

"Quello che è successo da quando la crisi ha colpito, nel 2008, è dovuto alla mancanza di legittimazione di Van Rompuy e Bruxelles. In questo vuoto si è fatto strada quello che probabilmente è il leader più competente di uno stato europeo: Angela Merkel. I tedeschi sono i tesorieri e adesso prendono le decisioni; viviamo in un’Europa dominata dalla Germania. Il che è bizzarro, perché secondo la teoria degli anni ’50, legando la Germania in un’unione più stretta, essa non sarebbe più stata il potere dominante." Nigel Farage
Intervista a Nigel Farage
Blog: Buongiorno sig. Nigel Farage. Nei suoi interventi in Parlamento Europeo lei si è più volte rivolto al Presidente Van Rompuy circa la legittimità democratica del suo mandato usando parole forti come "Lei ha rapito la democrazia". Van Rompuy è legittimato dal popolo europeo? Se Van Rampuy non operasse bene nei confronti dei cittadini europei questi possono sfiduciarlo?
Farage: "Assolutamente no! Nessuno ha mai votato Van Rompuy, non può essere rimosso, è il presidente di mezzo miliardo di persone, il suo stipendio è più alto di quello di Obama e nessuno, ma proprio nessuno, ha mai sentito parlare di lui al di fuori delle élite politiche. Quando è stato nominato e il primo giorno in cui si è presentato qui, per la grande cerimonia di presentazione di questo eccezionale uomo nuovo, e ci hanno detto che il primo presidente dell’Europa sarebbe stato una tale gigantesca figura globale, che avrebbe arrestato il traffico a Washington e Pechino. Ho evidenziato nel mio discorso di benvenuto che non lo ritenevo in grado di fermare tale traffico neanche a Bruxelles. Il mio intervento mi ha creato enormi problemi, perché avevo detto che non aveva alcuna autorità, legittimazione e che era ben lontano dall’essere quella gigantesca figura globale, che fondamentalmente era insignificante, sciatto e privo di carisma. Centinaia di membri del Parlamento europeo hanno cominciato a gridare contro di me. Il giorno successivo sono stato convocato nell’ufficio del Presidente del Parlamento Europeo e mi è stato comunicato che, se non mi fossi scusato, mi avrebbero inflitto la massima multa che il Parlamento Europeo può imporre a uno dei suoi membri. A meno che non mi fossi scusato. Ho detto che non avevo alcuna intenzione di scusarmi, il parlamento deve, o dovrebbe, ospitare dibattiti accesi, non maleducati, ma accesi, e il presidente del Parlamento Europeo ha affermato: "Sig. Farage, non può criticare il sig. Van Rompuy, perché non è un membro eletto". Ho affermato che lo sapevo, che era esattamente quello che volevo dire. L'unico e solo obiettivo del signor Rampuy èlavorare per l'abolizione degli stati nazionali in Europa, per ridurre i parlamenti nazionali a meri numeri! Vuole che la vita di mezzo miliardo di persone sia governata dalla burocrazia non eletta di Bruxelles ed è uno degli uomini più pericolosi che abbiamo mai visto in Europa da tanti anni."
B: Van Rompuy è stato davvero responsabile dell'insediamento del governo Monti in Italia, come lei ha affermato?
F: "Se avessi rilasciato questa intervista cinque anni fa, e avessi detto che persone come Van Rompuy a Bruxelles sarebbero diventate così potenti da essere in grado di rimuovere i primi ministri dei paesi, sarei stato liquidato come pazzo, cospirazionista, mi avrebbero estromesso dall'Istituzione, ma è quello che è successo. In Grecia, dove il sig. Papandreou ha affermato che il popolo Greco avrebbe dovuto esprimersi in un referendum sulla propria volontà di restare o meno in Europa ed è stato esautorato e sostituito da un fantoccio. E in Italia, un grande Paese con sessanta milioni di persone. Certamente si potrebbe affermare che il sig. Berlusconi era datato, fuori tempo, ma era comunque il primo ministro italiano eletto dal popolo, aveva commentato con scetticismo la posizione dell’Italia nella zona euro e Van Rompuy su tutti lo ha destituito dal suo ruolo e l’ha sostituito con Mario Monti, uno degli architetti dell’euro, uno dei responsabili dell’attuazione di un tale fallimento, che sta rovinando le vite di decine di miliardi di persone in tutta la zona del Mediterraneo e nell’Europa meridionale. Monti è divenuto il primo ministro italiano e ha nominato un gabinetto di ministri, nessuno dei quali aveva legittimazioni democratichedi sorta e francamente ritengo che quanto è successo in Italia sia assolutamente disgustoso. È come se avessimo riportato indietro l’orologio di settant’anni, in un’Europa totalitaria. Devo dire che quando Monti è venuto al Parlamento europeo ero sconvolto, c’è stata una standing ovation, da persone di destra, persone di sinistra che acclamavano il grande Monti, che avrebbe risolto tutti i mali dell’Italia e la democrazia non contava niente, perché Monti era il salvatore. Io non mi sono alzato ad applaudire, l'ho contestato. Tutti noi in Europa rischiamo di perdere le nostre democrazie e se guardiamo a quello che è accaduto in Italia, sembra che a voi sia già successo."
B: Secondo lei come dovrebbe migliorare la rappresentatività degli organismi europei?
F: "Questa Europa è stata istituita negli anni ’50 da Jean Monnet, un grande burocrate, un uomo che realmente ha indebolito la democrazia parlamentare. Persone come Monnet ritengono di sapere cosa sia meglio per la gente comune e hanno grandiosi piani. Nell’Unione sovietica i piani erano solo quinquennali, Bruxelles ha piani ventennali o cinquantennali e il sistema istituito negli anni ’50 e consolidato dalla Costituzione europea, poi divenuta Trattato di Lisbona, era questo: persone con il diritto esclusivo di legiferare in Europa e con il diritto esclusivo di abrogare le leggi costituiscono la Commissione europea. La burocrazia non eletta ha il diritto di proporre leggi e la parte eletta del parlamento può solo limitarsi a ritardare o modificare le cose. Questo sistema non può essere riformato, è stato scritto e progettato nei trattati proprio per non essere riformato e se ritenete, come me, che quello che vogliamo è un’Europa in cui possiamo commerciare insieme, essere amici, cooperare, non possiamo farlo con le attuali strutture dell’Unione europea, il tutto deve essere sostituito da qualcosa di completamente diverso. Provare a riformarla è francamente inutile."
B: Il premier italiano Letta, autore del libro "Morire per Maastricht", ha detto che nel semestre di conduzione italiana farà battaglia per gli Stati Uniti d'Europa. Che ne pensa di Letta e delle sue idee?
F: "Chi vuole gli Stati Uniti d’Europa? Tu vuoi gli Stati Uniti d’Europa? Ti hanno mai chiesto se vuoi gli Stati Uniti d’Europa? A me no. Non voglio gli Stati Uniti d’Europa e ovunque io vada, qui, in Belgio, in Francia, in Portogallo in vacanza, in Danimarca, nessuna delle persone che ho incontrato vuole gli Stati Uniti d’Europa. A dire il vero non è esattamente così, magari i sondaggi mostrano che circa l'8 - 9% delle persone ritiene che gli Stati Uniti d’Europa siano una buona idea. Ci siamo tutti uniti in qualcosa che pensavamo fosse cooperazione commerciale, che adesso si è trasformato in un progetto pensato come unione politica per creare gli Stati Uniti d'Europa. Nei loro sogni sarà la più grande potenza globale a livello economico e militare. A nessuno di noi è stato mai chiesto e quando dovevamo redigere la Costituzione i francesi hanno detto di no, gli olandesi hanno detto di no e la maggior parte di noi avrebbe detto di no. Cosa hanno fatto? Le hanno dato una nuova immagine con il Trattato di Lisbona, con il vostro ex primo ministro Amato, che evidenziava che l’aspetto positivo di chiamarlo “Trattato di Lisbona” e non “Costituzione” era che non vi era la necessità di indire referendum. Non voglio gli Stati Uniti d’Europa, voglio un’Europa di singoli stati sovrani democratici che commerciano e lavorano insieme."
B: Lei ha detto che quest'Europa è dominata dalla Germania. Ritiene che la creazione degli eurobond garantiti dalla BCE potrebbero rendere l'unione europea più equa ed economicamente stabile?
F: "Non credo che l’Unione Europea sia stata un progetto posto in atto dalla Germania per dominare l’Europa. Non credo che i tedeschi vogliano una cosa simile, ma quello che è successo da quando la crisi ha colpito, nel 2008, è dovuto alla mancanza di legittimazione di Van Rompuy e Bruxelles. In questo vuoto si è fatto strada quello che probabilmente è il leader più competente di uno stato europeo: Angela Merkel. I tedeschi sono i tesorieri e adesso prendono le decisioni; viviamo in un’Europa dominata dalla Germania. Il che è bizzarro, perché secondo la teoria degli anni ’50, legando la Germania in un’unione più stretta, essa non sarebbe più stata il potere dominante. Adesso la grande domanda è cosa fare a livello economico: abbiamo stati nazionali singoli che prendono denaro in prestito tramite l’emissione di bond. Per i primi dieci anni dell’euro tutti hanno pensato che il tasso di interesse sarebbe stato lo stesso ovunque perché tutti gli stati presentavano lo stesso grado di rischio, ma la BCE, in quanto banca centrale classica, come la banca d’Inghilterra o la FED, non agisce come ultima istanza, pertanto quello che abbiamo visto in questa crisi sono i differenziali spread dei bond, prevalentemente nell’Europa del nord e del sud. Qualcuno ha detto “Ah, bene, facciamo emettere un bond per conto dell’Unione Europea e tutto andrà a posto”. Gli elettori in Finlandia, nei Paesi Bassi e in Germania non accetteranno. Ho quasi cinquant’anni e sono cresciuto in un’Europa divisa tra est e ovest dal muro di Berlino e la caduta del muro è stata una cosa fantastica, adesso sento che l’Europa è divisa in nord e sud e il nuovo muro di Berlino è di fatto l’euro, e il nord e il sud dell’Europa sono irriconciliabili nell’unione economica monetaria e posso prevedere questo: gli Eurobond sono politicamente impossibili."
B: In Italia il M5S vorrebbe promuovere un refendum sull'euro. E' una soluzione rischiosa?
F: "Quando sento che il MoVimento 5 Stelle crede che si debba chiedere alle persone cosa pensino posso solo dire: “Urrà! Urrà! Bene!”. I nostri politici impongono il loro volere su di voi in Italia, e su di me nel Regno Unito e altrove e guarda che disastro hanno fatto. E' tempo di parlare e andiamo al cuore delle altre domande di cui abbiamo discusso in questa intervista: la mancanza di legittimità democratica della commissione, del signor Barroso in particolare, o del sig. Van Rompuy, la precipitosa creazione degli Stati Uniti d’Europa che nessuno ha chiesto. Ritengo che l’idea di indire un referendum perché gli italiani possano determinare il loro futuro sia assolutamente eccezionale ed è esattamente la stessa cosa che promuoviamo da anni nel Regno Unito."
B: La prossima primavera ci saranno le elezioni europee. Quali saranno i temi principali da affrontare?
F: "Con 28 paesi i fattori possono variare, ma ritengo che il fattore principale per quanto riguarda il voto alle elezioni europee dell’anno prossimo, sarà il giudizio degli europei sull’euro. L’euro è stato un insuccesso? È evidente che è stato un fallimento e le elezioni europee offrono una fantastica opportunità alla gente per esprimere la propria opinione. È più difficile con le elezioni nazionali, ma con le elezioni europee sapete una cosa? È come un tiro in porta, puoi divertirti, essere un po’ cattivo, puoi dire quello che davvero pensi e c’è la possibilità che possiamo dare una svolta a questo parlamento. L’anno prossimo torneremo tutti dalle elezioni europee con un numero molto significativo di quelli che io chiamo MEP (membri della comunità europea) prodemocratici, pertanto persone che non si limiteranno a seguire il metodo dei burocrati che gestiscono tutto, persone che vogliono i referendum per decidere del loro futuro. Le elezioni europee dell’anno prossimo saranno le più significative che abbiamo mai avuto e ci offriranno l’opportunità di comprendere cose importanti e magari creeranno grandi alleanze che si formeranno tra i MEP euro-scettici prodemocratici di tutta l’Unione europea. Non vedo l’ora che arrivi maggio, sarà entusiasmante."

B: Qual è il futuro dei popoli europei?
F: "Non credo che l’ampia maggioranza di noi, indipendentemente dal paese europeo di provenienza, voglia quella bandiera, quell’inno e Van Rompuy come presidente. Credo che qui a Bruxelles abbiano stravolto la natura dell’Europa. Ritengono che si tratti di una bandiera, di un inno, di una valuta, di un esercito, della polizia e pensano che creeranno una nuova identità europea.Non riusciranno. Proprio come non siamo riusciti in Iugoslavia a dare a diversi paesi una nuova identità e una nuova bandiera tenendoli insieme con il comunismo che infine è collassato, tristemente, con tanta violenza. Questo progetto non funzionerà: siamo diversi! Sono stato in affari per 7 anni, avevo un’agenzia commerciale a Milano e mi piace operare in Italia, ma la cultura commerciale in Italia è completamente diversa da quella di Londra e, come ho sempre affermato, non penso che noi inglesi siamo migliori degli italiani o che siamo peggiori, ma Dio mio, siamo diversi! E cosa c’è di sbagliato? "Vive la différence!Costruiamo un’Europa di popoli diversi, stati nazionali diversi, vini, formaggi diversi, divertiamoci, siamo democratici e se lo faremo, se porteremo la democrazia al livello degli stati nazionali, non ci saranno muri in Europa, avremo un blocco commerciale felice e ci libereremo di Van Rompuy e della Commissione europea e trasformeremo questo palazzo in un’Università, risparmiando ai contribuenti europei molto denaro."

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