3. A quanto ammonta il debito pubblico italiano?

Secondo i dati della Banca d'Italia, al giugno 2011 il debito pubblico totale ammontava a 1901 miliardi di euro pari al 122% del Pil realizzato nel 2010.
Ma economisti come Loretta Napoleoni, affermano che è impossibile avere il dato preciso perché in ogni ambito delle amministrazioni pubbliche, dal Ministero del Tesoro, fino all'ultimo comune d'Italia, possono essere stati accesi prestiti presso banche private compiacenti che in cambio di laute commissioni hanno escogitato degli stratagemmi per farli passare come anticipi su operazioni future.
Ma il problema è che si tratta di operazioni assimilabili a scommesse che possono o non possono dar luogo ad incassi.
In conclusione si fanno comparire fra le entrate somme che negli anni successivi possono trasformarsi in debiti, gravati di interessi, perché l'evento auspicato non si è realizzato.

Benché si tratti di operazioni configurabili come veri e propri falsi in bilancio, purtroppo sono utilizzate anche dai governi.
Il caso più eclatante è stato scoperto a carico della Grecia che aveva agito con la complicità della banca d'affari Goldman Sachs.
Per essere ammessa nell'euro, nell'anno 2001 e seguenti, la Grecia aveva bisogno di dimostrare che il suo deficit annuale era inferiore a quello reale e non potendo agire sul piano delle uscite, aveva deciso di falsificare i dati sul piano delle entrate.
In altre parole si era fatto anticipare da Goldman Sachs dei soldi su polizze assicurative relative ad eventi finanziari futuri (l'innalzamento dei tassi di interesse piuttosto che la rivalutazione di certe valute) di cui nessuno poteva prevedere l'andamento.
Ma ciò non interessava a nessuno: il problema era ingannare, poi si sarebbe visto.
E infatti nel 2010 il bubbone è scoppiato perché non poteva essere più tenuto nascosto.
Ed oggi la Grecia non sa di che morte morirà.

Gustavo Piga, professore dell'università di Tor Vergata, ha spiegato che tutti i grandi paesi industrializzati del mondo, Italia compresa, ricorrono all'uso di queste polizze assicurative, meglio conosciute come derivati, che però sono costosissime e tal volta articolate in una maniera tale che se l'evento assicurato non si realizza, può essere il cliente a dover pagare l'assicuratore.
Ne sanno qualcosa i 519 comuni d'Italia che dalla sottoscrizione di simili polizze, con banche del calibro di Deutschebank o Ubs, stanno registrando perdite per quasi un miliardo di euro.
Così l'utilizzo delle moderne tecniche di ingegneria finanziaria sta aggravando il debito pubblico e lo sta rendendo sempre più opaco, ossia fuori controllo.
I vincenti, ancora una volta, sono le banche e le assicurazioni.


Fonti:
Banca d'Italia, Supplemento al bollettino statistico 14 ottobre 2011 n. 51;
Gustavo Piga, Derivativea and public debt management, Isma 2001;
Loretta Napoleoni, Il contagio, Rizzoli 2011.


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